I
Rom contro razzismo discriminazione
neodeportazione.
4 settembre
manifestazione a Roma davanti
all'ambasciata francese
«Basta usare rom e sinti come capri
espiatori e carne da macello per
fini politici. I rom sono stufi di
essere discriminati e di essere
considerati solo un problema sociale
quando rappresentiamo una ricchezza
culturale». A parlare è Alexian
Santino Spinelli, rom italiano,
artista e docente di lingua e
cultura dei nomadi all’Università di
Chieti, che guida il Coordinamento
nazionale antidiscriminazione, che
per sabato 4 settembre chiama alla
mobilitazione a Roma davanti
l’Ambasciata di Francia, in piazza
Farnese a partire dalle ore 14.00.
Per protestare sia contro le
espulsioni di Sarkozy, sia contro le
iniziative che vorrebbe prendere il
ministro dell'Interno Maroni. «In
questo momento - afferma sempre
Spinelli - il pericolo per la
sicurezza in Italia sono gli
ultrà,... sono le mafie... Non sono
i rom: e allora perché prendersela
con donne e bambini e anziani
indifesi, segregati in campi
fatiscenti, senza casa e lavoro,
discriminandoli?».Queste parole
arrivano a ridosso dell'episodio di
Via Morselli a Roma, alla Magliana,
dove un bimbo di 3 anni è morto
carbonizzato a seguito di un
incendio della baracca, e il suo
fratellino di pochi mesi è tra la
vita e la morte. E sono pietre!
Questi i suggerimenti che Santino
Spinelli propone in 10 punti per
migliorare la situazione dei Rom
in Italia
1)
La sicurezza e la legalità vanno
garantite a tutti. Rom e Sinti
compresi. Lanciare molotov è reato e
nessuno è stato perseguito per
averlo fatto. Nessuna voce
autorevole ha condannato realmente
l'episodio. Solo all'estero si sono
resi conto della gravità della
situazione dei Rom e Sinti in
Italia.
2)
Ristabilire la legalità riguardo la
palese violazione dei più elementari
diritti umani nei confronti delle
diverse comunità romanès in Italia,
costrette a vivere in condizioni
disumane e fortemente discriminate
in netto contrasto con la
Costituzione Italiana, con la
Dichiarazione Universale dei Diritti
dell'Uomo e con le normative europee
ed internazionali.
3)
Smantellare i campi nomadi che sono
pattumiere sociali degradanti e
frustranti, centri di segregazione
razziale permanente ed emblema della
discriminazione. I Rom e Sinti non
sono nomadi per cultura. La mobilità
è sempre coatta e mai una scelta.
Chi vive oggi nei campi nomadi ieri
aveva le case in Romania o nella
ex-Jugoslavia. Il 70% della
popolazione romanì in Italia ha
cittadinanza italiana e vive nelle
case (l'arrivo risale al XV secolo)
4)
Facilitare l' accesso alle case
popolari con pari opportunità o
sviluppare insediamenti urbanistici
non ghettizzanti facilitando anche
l'utilizzo dei servizi pubblici.
Favorire il più possibile l'accesso
alla scolarizzazione, al lavoro e
all'assistenza sanitaria alle
famiglie di Rom e Sinti più
disagiate.
5)
Promuovere l'integrazione anche
attraverso i Fondi Europei con
programmi specifici riguardanti la
popolazione Romanì per evitare la
facile strumentalizzazione di far
credere che l'integrazione dei Rom e
Sinti in Italia passa attraverso le
tasche degli italiani.
6)
Arrestare il processo di
demonizzazione e di
criminalizzazione di un intero
popolo. Sono i singoli che hanno un
nome e cognome a sbagliare e che
devono essere puniti e non l'etnia
di appartenenza.
7)
Promuovere la conoscenza della
storia, della cultura, dell'arte e
della lingua dei Rom e Sinti per
combattere gli stereotipi negativi e
favorire l'integrazione. Attualmente
si dà in 99% di spazio mediatico
alla cronaca e l' 1% di spazio agli
eventi culturali che pur si
organizzano sull'intero territorio
nazionale (Festivals, concerti,
mostre, esposizioni, convegni,
rassegne cinematografiche, concorsi
letterari, etc). E' chiaro che
questa disparità non può avere
effetti positivi.
8)
Prendere atto del palese fallimento
dell' assistenzialismo delle
associazioni di volontariato che si
sono arrogate il diritto di
rappresentare il popolo Rom. Si
sperperano annualmente centinaia di
migliaia di Euro per progetti di
scarso o nessun valore per i Rom e
Sinti.
9)
Creare una consulta in Italia di
intellettuali Rom e Sinti che
abbiano una esperienza
internazionale sulle problematiche
concernenti la realtà delle comunità
romanès che possa favorire la
mediazione nella risoluzione dei
problemi sociali e politici.
10)
Favorire il più possibile il
processo di integrazione a coloro i
quali dimostrano una chiara volontà
di partecipazione sociale evitando
di porre sullo stesso piano chi
merita e chi delinque. I modelli
positivi devono essere esaltati per
essere una valida attrattiva per
combattere l' esclusione sociale e
l'emarginazione culturale.
Roma 30 agosto 2010