Ipazia
diffondeva la grande cultura
greca ed educava alla
cittadinanza (agorŕ) mediante lo
studio. Insegnava filosofia,
matematica, astronomia.
Un'anomalia doppiamente
insopportabile: era una donna e
per giunta pensava. Scomoda
soprattutto al cattolicesimo
apostolico romano, che in
alleanza col decadente impero
romano, aveva ottenuto nel 380
l'editto di Tessalonica con cui
lo Stato diventava il braccio
armato che perseguitava quanti
non si conformassero ai dogmi
cattolici.

Ipazia con cocci taglienti venne
fatta a pezzi, gettati per
spregio ulteriore nel "cinerone"
dove si bruciava la spazzatura.
I suoi assassini erano monaci
fanatici ed analfabeti al
seguito del vescovo di
Alessandria, Cirillo,
successivamente elevato
dalla curia agli onori di santo
e dottore della Chiesa.
Questa figura
di donna scomoda, apprezzata e
stimata dai colti, ma difforme
dal mito mariano, che lo stesso
Cirillo stava contribuendo a
costruire, fa paura ancora oggi,
viste gli ostacoli frapposti
alla proiezione di questo film.