Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno"

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO "GIORDANO BRUNO" 

Fondata nel 1906

Aderente all' Union Mondiale des Libres Penseurs - International Humanist and Ethical Union

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LA SAPIENZA SI ALLONTANA DAL PAPA

Roma, martedì 15 gennaio 2007 - ore 17.15

 

Dopo la montante protesta di professori e studenti della Sapienza contro l'inopportunità della presenza del Papa il 17 gennaio all'inaugurazione dell'anno accademico, dopo la crescente condivisione della contestazione di associazioni laiche, intellettuali, cittadini democratici, ma soprattutto dopo le rimostranze sempre più palesi degli studenti, che sono arrivati ad occupare il Rettorato nella mattina di martedì 15 per avere la sospirata autorizzazione dal Rettore a manifestare ufficialmente il loro dissenso nel fatidico 17, il papa ha deciso di declinare l'invito.  

Mentre i telegiornali del primo pomeriggio sparavano ancora le rassicurazioni vaticane sulla presenza di Ratzinger nello storico ateneo e dagli schermi entravano ancora nelle case degli italiani le reiterate  immagini di un Magnifico Rettore che ripeteva come la Chiesa cattolica fosse il baluardo contro la pena di morte (forse ignorando che proprio il suo Catechismo la contempla), ecco arrivare il fatidico comunicato della sala stampa vaticana: "A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all'Università degli Studi La Sapienza, che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento. il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento"

 

 

IL PAPA E' IMBAVAGLIATO?

 

Al prof. Marcello Cini*, che il 14 novembre 2007, per primo ha preso carta e penna per contestare al Rettore della Sapienza l’invito rivolto a papa Ratzinger, abbiamo chiesto qualche commento.

 

Perchè la Sapienza non si addice al papa, soprattutto in occasione  dell'inaugurazione dell'anno accademico?

 

Il nodo centrale è proprio l’inaugurazione dell’anno accademico. E’ proprio in questa particolare occasione altamente simbolica che l’Università si presenta come Istituzione fondamentale di uno Stato Democratico non confessionale: nel suo carattere peculiare di promozione della libera ricerca per formare le nuove generazioni. Università di docenti e studenti: luogo dove gli studiosi, in assoluta autonomia si confrontano e collaborano su un piano di parità per la produzione di nuova conoscenza, scienza e cultura. Questa funzione viene svolta con precise regole metodologiche epistemologiche e deontologiche.

 

L’inaugurazione dell’anno accademico è allora una sorta di riconferma rituale di questo patto di libera ricerca?

E’ così, pertanto non si può delegare questo momento centrale della vita dell’Università a una autorità esterna, per quanto potente, autorevole e rispettata possa essere. Una autorità, che come nel caso del Pontefice romano, si basa su  un ordinamento rigidamente gerarchico e sulla affermazione del possesso di una Verità assoluta e superiore a tutte le altre.

 

Posizioni inconciliabili dunque: tra chi verifica, scopre, rimette in discussione e chi riporta sempre tutto ad una verità data una volta per tutte?

E’ proprio questo accostamento fra culture e finalità diverse, addirittura antitetiche che diventa inconciliabile. Il conflitto non si porrebbe se la visita del Papa avvenisse in un contesto diverso come del resto si è verificato in occasione del ricevimento di altri pontefici. Non avrei scritto la lettera al Rettore nei termini che ho usato, se l’invito fosse stato rivolto per una data diversa e in un contesto diverso. Non c’è mai stata da parte mia nessuna richiesta censoria né di rifiuto del dialogo con il professor Ratzinger. E’ la voluta confusione fra ruoli diversi che produce conseguenze deprecabili.

 

E sulle argomentazioni del Rettore sull’impegno del papa contro la pena di morte?

 

E’ facile prevedere che il papa avrebbe colto l’occasione per abbinare la pena di morte all’aborto. Cosa che la Chiesa fa da tempo.


Cosa pensa dei giudizi di intolleranza che sono stai rivolti a chi, come lei, giudicava semplicemente inopportuna la visita del papa? 

E’ una delle tante forme di ipocrita strumentalizzazione che contraddistingue disinvolti individui. Come del resto le strumentali differenziazioni tra laico e laicista. E poi, è proprio degli intolleranti dare dell’intollerante a chi ne contesta la prepotenza. La favola del lupo dell’agnello risale a molti secoli fa.

 

 

Maria Mantello

Direttore Responsabile: Maria Mantello Webmaster: Carlo Anibaldi 

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